GAP | Emanuela Ascari Risque acceptable

Emanuela Ascari ha partecipato al Global Art Programme Waiting for Expo 2015. L’artista è stata ospitata nella residenza di Moly-Sabata in partnership con Art3, Sablons – Valence, Francia da ottobre a dicembre 2013.  Il tema legato a EXPO 2015 su cui ha lavorato è stato quello della alimentazione.

Risque acceptable

La ricerca di quest’artista si è sviluppata in relazione con l’ambiente in cui ha vissuto durante la residenza a Sablons, Rhone-Alpes, un territorio ad alta concentrazione di aziende che agiscono e lavorano materie chimiche per varie industrie, tra le quail quelle agroalimentari. Emanuela elabora delle riflessioni partendo da alcuni incontri, tra i quali quello con una lumaca trovata nell’insalata, rileggendo il pensiero del filosofo economista francese Serge Latouche e riprendendo alcuni concetti sul vivente legati all’agricoltura biodinamica. Dal dialogo con Jean-Claude, ex venditore di prodotti chimici per l’agricoltura, l’attenzione si focalizza su queste sostanze pressochè sconosciute che poco hanno a che vedere con la vita, ma di cui la terra e il corpo si nutrono quotidianamente. Anche le circostanze legate alla sua residenza diventano parte del lavoro. I limiti nella comunicazione dovuti al non parlare la lingua francese danno forma ad una azione sonora e il tragitto tra Francia e Italia diventa lo spazio di produzione di un mantra visivo. La mostra è pensata come uno ambiente vivo, con opere in forma di appunti e suggestioni, ingredienti di un lavoro che non trova la sua conclusione nel momento dell’esposizione bensì la sua durata. Una forma a temporalità limitata dove è possibile “prendere tempo”.

http://risqueacceptable.tumblr.com

 

Emanuela Ascari (Sassuolo, 1977) si è laureata in DAMS, Arti Visive, Università di Bologna, e successivamente ha conseguito il Master Paesaggi Straordinari. Paesaggio Arte Architettura del Politecnico di Milano. Nel 2012-2013 ha insegnato Progettazione di interventi urbani e territoriali presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Esplora territori indagando la relazione tra l’uomo e il proprio ambiente, tra cultura ed ecosistema, e assecondando una tensione verso la terra, con particolare attenzione verso i processi di trasformazione del territorio e della materia, e le dinamiche economiche di tali processi, alla ricerca di forme di una ecologia del pensiero. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra le quali nel 2014 Ateliere de Arta Alternativa, Sala Patria, Brasov, Romania, here. now. where? Saout Radio, durante la 5° Biennale di Marrakech, e in spazi istituzionali tra i quali il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova, la Biblioteca Civica Delfini di Modena (Area Progetto-Galleria Civica), la Sala della Dogana di Genova, il PAC di Ferrara, il Museo della Civiltà Contadina di Bologna. Nel 2009 ha vinto il Premio Iceberg, Arte Pubblica, Bologna, nel 2011 ha ricevuto una menzione speciale al Premio Artivisive San Fedele, Milano, e nel 2013 una menzione speciale al Premio Un’opera per il Castello, Napoli. Recentemente è stata invitata alle residenze artistiche SOMA, International Residence, Città del Messico e GAP – Global Art Programme, Moly-Sabata, Sablons, Art3 Valence, France, dove ha realizzato la mostra personale Risque Acceptable, Espace Jeanne de Flandreysy, Valence. Tra le opere permanenti nel 2013 Da principio, biblioteca Silvio Mucini di Pianoro, progetto Cuore di Pietra.